Giovanni Battista Cavallo
Lovingly known as “Tita”
8 April 1939 — 6 September 2021 · aged 82
Viticoltore di La Morra, custode del nebbiolo e cercatore di tartufi con la fedele Birba
About Giovanni
Tita Cavallo non ha mai portato un orologio al polso: gli bastavano le viti. Sapeva quando potare dal colore della corteccia, quando vendemmiare dal sapore di un acino schiacciato tra i denti, e quando fermarsi dall'odore della nebbia che saliva dalla valle del Tanaro. Per più di ottant'anni il tempo, nelle colline delle Langhe, è stato per lui questo.
Nato a La Morra nel 1939, figlio e nipote di contadini, Giovanni Battista Cavallo imparò a camminare tra i filari e lasciò la scuola elementare a dodici anni per aiutare il padre in vigna. Da bambino, durante la guerra, vide i partigiani passare di notte tra le cascine e imparò dalla madre a non fare mai domande. Da ragazzo frequentò i corsi serali della Scuola Enologica di Alba, dove un professore gli disse che il buon vino nasce più dal buon senso che dalla scienza; Tita fece di quella frase la sua regola.
Per cinquant'anni coltivò nebbiolo, dolcetto e barbera alla Cascina San Giacomo. Quando negli anni Ottanta i vicini cominciarono a passare alle barrique, lui rimase fedele alle grandi botti di rovere, sostenendo che il Barolo deve sapere di Barolo e non di falegnameria. Aveva ragione o torto, a seconda di chi lo ascoltava, ma nessuno lo ha mai sentito alzare la voce. Il suo vino si beveva a casa sua, a tavola, con i tajarin al burro e con il tartufo che cercava di notte insieme alla sua cagnolina Birba, custodendo i luoghi con più gelosia di qualsiasi cantina.
Sposò Teresa nel 1964 e dal loro matrimonio nacquero Piero, che oggi porta avanti la vigna, e Luisa, che insegna alle medie ad Alba. Tifoso del Torino e appassionato di pallapugno, giocava al balôn la domenica nella piazza del paese, cantava a squarciagola alla festa di San Rocco e raccontava ai nipoti ogni vendemmia con la stessa precisione con cui altri ricordano un matrimonio.
Si è spento il 6 settembre 2021 a La Morra, nella sua casa sopra la cantina, quando i primi grappoli di dolcetto erano già pigiati e la vendemmia del nebbiolo era alle porte. Lascia la moglie Teresa, i figli Piero e Luisa, cinque nipoti e filari che, per la prima volta, dovranno imparare a fare da soli.
“La vigna non si compra: la si merita.”
- Faith
- Catholic
- Place of birth
- La Morra, Cuneo, Piemonte
- Resting place
- Cimitero di La Morra
- Passed away
- 6 September 2021, La Morra
Messa di suffragio
Thursday, 9 September 2021 at 09:00 UTC
Add to calendarLife journey
Scuola elementare
Scuola elementare di La Morra1945 – 1951 · La Morra
Lascia i banchi a dodici anni per aiutare il padre in vigna.
Viticoltore
Cascina San Giacomo1951 – 2019 · La Morra
Quasi settant'anni tra i filari di nebbiolo, dolcetto e barbera.
Corsi serali di enologia
Scuola Enologica di Alba1956 – 1959 · Alba
Studia di sera dopo una giornata in vigna.
Matrimonio con Teresa Gallo
1964 · La Morra
Cinquantasette anni insieme, tra vendemmie e domeniche in famiglia.
Priore della Confraternita di San Rocco
Confraternita di San Rocco1990 – 2020 · La Morra
Ogni agosto portava in processione la statua del santo.
Cavaliere del Tartufo e dei Vini d'Alba
Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d'Alba1995 · Alba
Per una vita al servizio della terra e del buon vino.
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Family & connections
Giovanni is survived by
- Teresa Cavallo· Spouse
- Piero Cavallo· Son
- Luisa Cavallo Ferrero· Daughter
- 5 nipoti· Grandchildren
- Domenico Cavallo· Brother
Tributes & memories
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Cugino a Buenos Aires
Sono partito nel 1962 con una valigia e una bottiglia del suo vino, che ho aperto solo il giorno in cui è nato mio figlio. Ogni anno Tita mi spediva una cassa con una lettera di poche righe: «Qui tutto bene. La vigna ti aspetta». Adesso ci aspetta lui.
- FM
Compagno di pallapugno
Quarant'anni di domeniche sulla piazza: lui al ricaccio, io alla battuta. Non vincevamo mai, ma lui diceva che il pallone è come la vigna e che bisogna ringraziare anche quando va male. Il balôn, quest'anno, sembra più leggero e molto meno allegro.
- ES
Enologa, Alba
Mi ha insegnato più lui in una mattina di potatura che quattro anni di università. Mi disse: «Il vino si fa con le mani sporche e la testa pulita». Ho scritto quella frase sul muro della mia cantina, accanto alla porta, perché ogni giorno la leggo entrando.
- LF
Nipote
Il nonno mi portava a cercare i tartufi alle tre di notte e mi diceva di non parlare e di non respirare troppo forte. Ho imparato che il silenzio è un modo di voler bene. Birba lo cerca ancora ogni sera davanti alla porta di casa.
- BR
Vicino di vigna
Tita e io abbiamo diviso un filare per quarant'anni, e per quarant'anni mi ha detto che il mio dolcetto era «buono, ma ha ancora da imparare». L'ultimo giorno della vendemmia mi ha portato una bottiglia del suo e ha aggiunto: «Questo ha imparato». Era vero.
- DR
Parroco di La Morra
Tita era sempre in prima fila alla festa di San Rocco e portava lui stesso la statua, anche a ottant'anni. Diceva che un uomo che non porta il suo santo non ha niente da farsi perdonare. Oggi è stato il paese a portare lui, a sua volta, sulle spalle.